TORINO, 7 novembre - Quello juventino è un mondo variegato, con diverse anime. Attraverso il blog su Tuttosport. com si ha modo di capire gli umori, di percepire tensioni e passioni, di confrontarsi. C’è molta aspettativa nel popolo bianconero. Si rivuole subito una Juve forte e vincente, ma c’è anche la serena consapevolezza nel dare il giusto peso alle cose. Il successo di Madrid è un evento che ferma il tempo come un monumento. Dopo 46 anni la Juve è tornata a trionfare nel tempio del Real e allora è corretto sviluppare delle riflessioni perché una partita così segna una svolta che rovescia le prospettive. Abbiamo duramente criticato Ranieri contestandogli delle accuse specifiche. Riguardavano l’assetto della squadra, il rapporto con alcuni giocatori, la preparazione, la campagna acquisti da lui vidimata e alcune sconcertanti sostituzioni. Si intravedevano nell’avvio di questa stagione alcuni difetti già emersi l’anno scorso. E avevamo manifestato forti preoccupazioni sull’inizio di questo campionato. L’analisi critica raggiungeva il suo culmine dopo il pareggio con il Bate Borisov (2-2) e dopo la sconfitta in casa contro il Palermo (1-2). Ci doleva vedere una squadra ridotta così, pur in presenza di un organico in grado di competere per lo scudetto e per la Champions. Invece è avvenuto qualcosa di importante. Innanzitutto la nostra denuncia che ha scosso l’ambiente, poi il chiarimento fra Del Piero e Ranieri, il patto fra i giocatori confermato da Chiellini e una maggiore presenza della società hanno ricompattato il gruppo. Non solo, e qui diamo a Ranieri quel che è di Ranieri, la Juve ha cambiato volto e ha cominciato, paradossalmente, a girare meglio nel pieno di un’emergenza infortuni. Molti difetti spariti d’incanto. Squadra corta e compatta, aggressività sull’avversario sin dai minuti iniziali, minori distrazioni in difesa, inseguimento e raggiungimento del secondo gol per chiudere la partita, linea di navigazione sempre alta e protesa verso la metà campo dei rivali. Insomma, e lo sosteniamo con la stessa onestà intellettuale con la quale abbiamo formulato le critiche, assegniamo all’allenatore ciò che merita per l’impresa di Madrid.
P.S. Preghiamo di fare attenzione a quanti amano stare sulla sponda del fiume professando saggezza (in realtà è opportunismo) senza mai esporsi o a chi è pagato solo per parlare bene della squadra di cui si occupa: riscriveremmo le stesse cose in presenza delle informazioni che in quel momento solo Tuttosport possedeva. E garantiamo di tenere sempre alta la guardia: è il nostro patto d’onore con i lettori che amano veramente la Juve.
Paolo De Paola
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